ROTOLO 2015 VOL_1 LA VICENDA DI MONS. FALCONI PRELATO DI ACQUAVIVA E DI ALTAMURA

  • Modello: Raro Introvabile
  • Peso spedizione: 0.5kg.
  • 4 disponibilità in magazzino

8.00EUR

Da inserire:

LUCIANO  ROTOLO

LA VICENDA DI MONS. FALCONI PRELATO DI ACQUAVIVA E ALTAMURA .

Un vescovo patriota nella bufera dell'invasione piemontese

volume primo novembre 2015

Ogni regime, per legittimarsi dinanzi al mondo,
ricorre alla creazione di leggende nere riguardanti il proprio avversario,
con la conseguente “damnatio memoriae”. E’ quello che è avvenuto,
da parte piemontese, con il Regno delle Due Sicilie che,
«negli ultimi decenni della sua esistenza libera ed indipendente,
fu oggetto di una preordinata, deliberata e concomitante azione di
denigrazione, calunnia, disprezzo», con la creazione di fantasiosi
 e raccapriccianti fatti, tesi a screditarne completamente
i suoi governanti e il suo popolo.
Fu creata una vera e propria “macchina del fango”.
 E per questo non è facile incontrare persone che abbiano una
conoscenza piena e reale di uno Stato che ha governato il Sud
per oltre settecento anni, a partire dal 1130. E’ importante
quindi risalire il grande fiume della storia del Regno di Napoli
 (poi divenuto Regno delle Due Sicilie nel 1816
quando il Regno di Sicilia fu unito al Regno di Napoli).
 In questo contesto viene inserita la vicenda di Monsignor
Giandomenico Falconi, Vescovo di Acquaviva ed Altamura,
che fu costretto come tantissimi altri Vescovi a lasciare la diocesi
quando vi fu l’invasione piemontese. Nel 1861 il Governo invasore
piemontese colpì con violente misure repressive i cinquantaquattro
Vescovi delle diocesi dell’ex Regno delle Due Sicilie.
Solo undici si salvarono da questa ignobile operazione,
perché salirono sul carro dei piemontesi.
Gli altri quarantatre, che erano rimasti fedeli
all’ex Regno, o furono arrestati o costretti a fuggire.
 Mons. Falconi era nato a Capracotta, provincia di Isernia in Molise,
nel 1810, da una delle famiglie più in vista del paese. Nominato
da Pio IX nel 1848 vescovo di Acquaviva delle Fonti e Altamura.
Era laureato in utroque iure (diritto civile e canonico) e in Sacra Teologia.
Morì a 52 anni nel 1862. Oggi una strada nei pressi della Cattedrale
di Altamura porta il suo nome «come ricordo e testimonianza di un
vescovo che amò la sua diocesi pugliese, al punto da morirne di nostalgia».
 Fedele e attaccatissimo alla Dinastia Borbonica, pronuncia nella
Chiesa di Acquaviva un elogio funebre in occasione della morte
del Re Ferdinando II avvenuta il 22 maggio 1859, che fece pubblicare
un mese dopo. Questo documento viene riproposto in alcuni
 passaggi significativi commentandoli (nella parte documentale del libro
 poi viene riportato integralmente, insieme alla velenosa risposta anonima
di alcuni sedicenti fedeli delle due città sorelle: Acquaviva ed Altamura).
 Fra gli undici vescovi collaborazionisti un posto di rilievo spetta
a Mons. Michele Caputo, che si schierò apertamente e con
servilismo con i piemontesi, ottenendo dalla Santa Sede
la scomunica.
Anch’egli morì nel 1862.
 Nell’elogio funebre di Ferdinando II, fatto da Mons. Falconi,
si mette in risalto la “nuova” politica economica dei Borbone nei
più svariati campi della tessitura della fonderia della ceramica ecc.
che ebbero grandi riconoscimenti nelle nazioni straniere, l’amore
per le belle arti chiamando nel Regno le persone più
qualificate del mondo scientifico accademico artistico, le ca
zione della Vergine Maria quale Patrona principale del Regno
(Ferdinando II fece erigere a Roma in piazza di Spagna
la colonna dell’Immacolata), ma anche vien posto in rilievo
il clima di assedio culturale che il Regno delle Due Sicilie
venne a vivere nel resto d’Europa ed il suo progressivo isolamento.
 Nell’acida risposta degli anonimi estensori, Mons. Falconi
viene chiamato “serpe” e gli si augura di rintanarsi nel suo paese
abbandonando per sempre l’idea di ritornare nella sua diocesi
di Acquaviva ed Altamura.
 Mons. Giandomenico Falconi, scrive don Luciano Rotolo,
può essere definito una vittima di tempi di transizione burrascosi
e difficili. Una vittima che oggi chiede di poter essere riscoperta
e riabilitata.
Luciano Rotolo, La vicenda di Mons. Giandomenico Falconi
prelato di Acquaviva e di Altamura. Un Vescovo e un patriota
nella bufera dell’invasione piemontese
,
Edizioni Viverein, Monopoli 2015, pp. 120

[email protected] Matteo
 
 
Contattaci: 081.8861284 - 24h 3484144948

Consigliati da
Bottega2sicilie

bottegaborbonica.net

Bottegaborbonica.net

Seguici Su

Dillo ad un Amico

 
Segnala ad altri questo prodotto.

Lingue

Italiano  

Chi è Online

Attualmente vi sono 16 ospiti online.

Gli Sponsor

Roberta Vaia P.IVA 08602561212
Copyright © 2011-2017 Bottega delle 2 Sicilie.
Designed by Bottega2sicilie
Effettua la registrazione a PayPal e inizia ad accettare pagamenti tramite carta di credito immediatamente.