DE TEJADA LA MONARCHIA TRADIZIONALE CATTOLICO MARX CULTURA ANTAGONISTA BORBONE

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DE TEJADA LA MONARCHIA TRADIZIONALE CATTOLICO MARX CULTURA ANTAGONISTA BORBONE

FRANCISCO ELIAS DE TEJADA

LA MONARCHIA TRADIZIONALE

Prefazione P. Tosca

Controcorrente 2001

Formato cm. 13,5x21

Pagine 168

Brossura editoriale

L'irruzione, sulla scena della cultura antagonista italiana, di Francisco Elias de Tejada, negli Anni Settanta,

costrinse il tradizionalismo italiano ad un ripensamento sui grandi temi identitari.

Il bagaglio culturale di cui Elias de Tejada si faceva carico proveniva dalla grande tradizione della Hispanidad.

Non ci fu bisogno di attendere l'Europa di Maastricht o Strasburgo per capire, allora, come l'ambiguità

politico-culturale di questo termine era ereditata dal protestantesimo e da una mentalità liberai che nulla aveva

da spartire col Sacro Romano Impero e che, anzi, poneva le basi per quel processo di subalternità a

quella omologazione violenta dei popoli che noi oggi chiamiamo mondialismo.
All'Europa, prodotto della decadenza rinascimentale, la cultura cartista contrapponeva il concetto medievale di Cristianità,

vale a dire della universalità spirituale e politica cementata dalla fede cattolica, della organicità sociale, delle libertà

concrete dei popoli. Alla Rivoluzione "europea" si opponeva, quindi, e si oppone

la Tradizione cristiana: due culture alternative e inconciliabili.
La verità delle particolari tradizioni dei popoli, di cui Elias de Tejada si fece portavoce contro ogni uniformismo e

contro ogni statalismo accentratore (si parla infatti di "Spagne" e non di "Spagna"), è ancor oggi di estrema attualità politica.

La riscoperta delle identità dei popoli, delle piccole patrie, delle minoranze etniche e culturali che non vogliono essere assorbite

nel vortice del Grande Fratello americano, ripropone la dottrina dei Fueros, cioè di quel sistema giuridico per cui i "privilegi"

(da "privata lex") particolari di una regione non possono essere calpestati dal centralismo astratto di marca liberal-nazionalistica.

La monarchia federativa viene quindi additata come la forma più alta per affratellare i popoli in un destino comune e per

tutelare il grande patrimonio culturale (di storia, lingua, tradizioni) che ogni popolo ha il diritto di conservare.

Indicando l'antica terra di Navarra come luogo esemplare in cui la Tradizione si conservava e reagiva al tentativo

dell'assolutismo ottocentesco di minarne le basi, Francisco Elias de Tejada indicava la strada per riscoprire e vivificare

la stessa Tradizione napoletana, in cui egli stesso si sentiva intimamente inserito e l'inizio della cui decadenza faceva risalire

all'avvento della dinastia borbonica, che (eccezion fatta per gli ultimi due re) era stato fautore di un "infrancesamento"

politico-culturale, foriero dei successivi rivolgimenti giacobini che la storia ha dovuto registrare. Dotato di una cultura

straordinaria, ma sanguigno di carattere, Elias de Tejada non era uomo da mediazioni. La sua struttura mentale era quella

dell'hidalgo ispanico di grande apertura d'animo verso tutti ma di estremo rigore intellettuale. L'incontro con lui, "uomo concreto"

della Tradizione, fu decisivo per il tradizionalismo italiano, decisivo. La ripubblicazione (dopo trentaquattro anni dalla prima edizione)

de La Monarchici Tradizionale offre a tutti gli awersari del cosiddetto "mondo moderno" un'arma culturalmente micidiale per

combattere gli attuali e più pericolosi nemici della Tradizione, identifìcabili sotto un abito a stelle e strisce. 

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Prodotto inserito in catalogo sabato 10 gennaio, 2015.

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